Detenuta di 250 chili nel carcere di Salerno, la madre chiede il ritorno ai domiciliari
Una cella ritenuta inadeguata alle sue condizioni fisiche e un letto che, secondo i familiari, non riesce a contenerla. È l’appello lanciato dalla madre di una donna di 31 anni, affetta da obesità grave e con un peso di circa 250 chilogrammi, detenuta nel carcere di Salerno.
La giovane deve scontare una pena residua di 11 anni di reclusione. Fino a poche settimane fa si trovava agli arresti domiciliari, misura che, secondo la famiglia, le consentiva di affrontare le gravi limitazioni fisiche e le altre patologie di cui soffre.
La situazione è cambiata lo scorso 23 maggio quando, a seguito di una visita medica effettuata presso il domicilio, la donna è stata giudicata idonea alla detenzione in istituto penitenziario e trasferita nel carcere salernitano.
La madre racconta di aver trovato la figlia «particolarmente provata e stremata» durante l’ultimo colloquio in carcere e ha rivolto un appello all’area sanitaria dell’istituto affinché venga effettuata una nuova valutazione clinica.
L’obiettivo è verificare se le attuali condizioni di salute della 31enne siano compatibili con il regime detentivo e, qualora emergano elementi in tal senso, consentire all’autorità giudiziaria competente di rivalutare l’eventuale concessione della detenzione domiciliare.
La vicenda riporta l’attenzione sul tema dell’assistenza sanitaria in carcere e sull’adeguatezza delle strutture penitenziarie nell’accogliere detenuti con gravi patologie e particolari esigenze sanitarie.





